giovedì 3 febbraio 2011

Analisi: La crisi Egiziana. (prima parte)



Le facce sorridenti dei nostri politici che commentano quanto sta succedendo al Cairo mi suggeriscono una sola cosa: che non hanno capito in che razza di guaio l'Occidente si sta cacciando.

Sto parlando della crisi egiziana, delle proteste che si stanno svolgendo al Cairo e che chiedono a Mubarak, il presidente egiziano succeduto alla eccezionale figura di Anwar El Sadat, di andarsene.

In cosa Mubarak è differente dai tanti "rais" arabi?

In praticamente NULLA. Eppure gli Stati Uniti appoggiano la protesta, mentre nulla domandano, per esempio, ai Sauditi, che sono anche peggio di venti Mubarak messi assieme.

E con il Presidente Obama si schierano i politici Italiani, Francesi, Tedeschi... gli intellettuali, l'intellighenzia.

Sorprende vedere come non abbiano capito nulla, attaccati ai loro clichè, alle loro visioni politiche, alle convenienze sociali , alle ipocrisie di partito tanto da non vedere quello che sta VERAMENTE accadendo sotto il naso.


Le conseguenze della "democratizzazione" in Medio Oriente

Ai tempi della guerra civile in Algeria, negli anni '90, tutti gli analisti politici dicevano che se si fosse ottemperato all'eventuale responso delle urne il partito estremista islamico FIS sarebbe andato al governo. Cosa che nessuno voleva, perchè nessun partito islamico contempla la democrazia come la intendiamo noi.

Per farvi capire, trasponiamo QUEL concetto di "democrazia" in Italia per un momento.

Se esistesse qui da noi, nessun partito che non obbedisse ai precetti della Chiesa Cattolica potrebbe partecipare alle elezioni.

Il Papa avrebbe il diritto di esautorare istantaneamente, tramite un consiglio che vigila la stretta osservanza dei politici e delle leggi al dettato del Magistero e del Vangelo, chiunque non ritenesse conforme ai suoi valori od alle sue vedute.

Non potrebbero partecipare alle elezioni candidati che non siano di stretta osservanza cattolica: quindi niente Ebrei, Atei, Mussulmani, Protestanti, Valdesi...

Le altre confessioni diventerebbero tollerate, ma verrebbe incoraggiata la molestia per indurre i cittadini che non siano prettamente cattolici a convertirsi.

Se fossero date alle fiamme moschee, sinagoghe o chiese protestanti, la polizia non muoverebbe un dito, ed i fondamentalisti cattolici potrebbero "persuadere" gli appartenenti alle altre religioni a suon di legnate in piena impunità.

Credo di aver reso l'idea, spero, della diversità. Eppure i nostri politici ed i nostri "intellettuali" vedono un solo lato della medaglia.

Per l'Algeria, come per la Tunisia e l'Egitto, se lasciati liberi di avere la loro "democrazia" e libere elezioni, senza la nozione di quali doveri e di quali principi stanno dietro alla democrazia, i beneficiari sarebbero proprio i partiti islamici che hanno valori completamente contrari ai nostri e che sono contrari anche a quelli base della Carta dei Principi Universali dell'Uomo.

La domanda da porsi, molto pregna di realpolitik ma obbligatoria visto che l'Italia e l'Europa del sud è IMMERSA nel bacino del Mediterraneo ed è la terra di confine tra il Vecchio Mondo ed il Medio Oriente in subbuglio, è: avere i Fratelli Mussulmani, il FIS od i movimenti islamici che chiedono in Yemen od in Giordania più potere e più diritti, è un bene per noi Occidentali?

Visto che i valori propugnati dalla rivolta egiziana sono lontani anni luce da quelli propugnati dalla RIvoluzione Francese (che nolente o volente ha portato alla separazione tra stato e chiesa ed alle moderne democrazie...) direi proprio che non sono il bene.

Anzi per noi Occidentali sono il MALE.

Porteranno un blocco compatto di nazioni ad un passo da casa nostra in netta rotta di collisione con il nostro modo di vivere governate da pazzoidi che al grido di "Dio lo vuole!" possono ottenere dalle masse qualsiasi cosa: con i politici si piò discutere, con dio NO.

Il che significa, inutile nascondersi dietro le belle parole, l'arrivo presto o tardi ad un bivio spaventoso:

o ci sottomettiamo al loro modello, magari all'inizio salvando alle apparenze e diamo via secoli di lotte per ottenere i diritti e le libertà che abbiamo (compresa quella di non credere in alcun Dio...).

Oppure dobbiamo combatterli fino all'ultimo sangue.

E' un principio basilare di tutti i momenti storici quando civiltà diverse e società diverse arrivano a contatto come le due diverse masse tettoniche che collidono in una faglia.

Dobbiamo solo scegliere: schiavi o dominatori. Non ci sono vie di mezzo.

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